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Se fossi Venezia sarei parecchio incazzata. Odierei i luoghi comuni che le persone mi affibbiano tipo: “Venezia è bella, ma non ci vivrei”, e alzerei gli occhi al cielo quando geologi e scienziati dicono che affonderò a causa del riscaldamento globale. Con le mie lunghe gambe di palafitta prenderei a calci le orde di turisti che affollano i miei ponti, i miei canali, i miei vaporetti.

E ce l’avrei a morte anche con James Bond. Lui, che salva sempre tutti, nell’ultima scena di “Casino Royale” mi ha lasciata saltare in aria per una donna e una valigia di soldi. Ecco, sarei su tutte le furie! Immaginate se vi dicessero: “Sei bella, ma con te non ci vivrei”. Venezia invece non porta rancore, ed è così generosa che regala a chiunque vada a trovarla il ricordo migliore di una vacanza in Italia.

È mattina presto e la camera del mio boutique hotel Palazzo Barbarigo è inondata dal sole. Due soli, per la verità. Quello su in cielo, e quello riflesso sul canale sotto la mia finestra. Con tanta luce apprezzo ancora di più la scelta dei colori scuri che dominano l’arredamento sobrio ed elegante. Poltrone in velluto bordeaux, pareti grigie, vetri fumé. L’hotel è un palazzo rinascimentale sul Canal Grande, tra Campo San Polo e la Basilica dei Frari.

Non è la prima volta che visito Venezia e ho deciso di alloggiare nel quartiere San Polo per la sua posizione strategica, centrale ma più tranquilla rispetto ai percorsi turistici, nonché per l’ampia scelta di locali e ristoranti nei dintorni.

Hotel Palazzo Barbarigo, Canl Grande. Venezia 2017
Dorsoduro, Venezia 2017
Osteria San Marco. San Marco Venezia 2017

Il Mercante di sabbia è un piccolo atelier in Calle dei Saoneri, che attira la mia attenzione per la creatività e la cura degli allestimenti in vetrina. Lampade in legno e ferro di ogni forma geometrica pendono dal soffitto. Il negozio, che sorge all’interno delle mura di un’antica macelleria, vende anche gioielli dal design originale disegnati da una stilista italo-francese, borse e accessori etnici.

Se siete invece in cerca dell’abito perfetto da indossare durante il vostro soggiorno a Venezia, non resta che andare da Al Duca d’Aosta. Il negozio, sotto il ponte di Rialto, esiste dal 1902 e originariamente vendeva tessuti per camicie. Emilio Ceccato, ormai quattro generazioni fa, decise di avviare una produzione di camicie mettendo le basi per quello che oggi è uno dei maggiori punti di riferimento dell’abbigliamento del Nord Italia. Nei suoi ben sette negozi sono selezionati i migliori abiti delle maison italiane e internazionali, insieme alle IT bag del momento e tutti gli accessori must-have della stagione corrente.

L’abito perfetto però va abbinato alle scarpe perfette. C’è solo un problema: a Venezia sono bandite le scarpe scomode perché tra ponti, scale, taxi acquei e vaporetti, finireste per maledire la scelta di un tacco dodici. La mia soluzione sono le ballerine pieghevoli di Nina, negozietto dal gusto parigino in Campiello San Rocco, da portare con sé nella borsetta per essere pronte ad affrontare la più faticosa delle serate veneziane.

Ca' Macana. Dorsoduro, Venezia 2017

Una breve pausa a base di sarde in saor da asporto da Acqua & Mais, il miglior bancone di street food tipicamente veneto di San Polo, e sono pronta a ripartire alla ricerca di un negozio di cui ho letto su una rivista qualche tempo fa. Si tratta di uno dei tantissimi negozi di maschere del Carnevale di Venezia, ma questo, a differenza degli altri, ha realizzato i costumi per il film “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick.

Ca’ Macana si trova tra Campo Santa Margherita e Ca’ Rezzonico: entrate e vi sarà subito chiaro che qui si trovano maschere artigianali da collezione, non souvenir. I colori, i materiali e le lavorazioni di queste piccole opere d’arte sono unici, e vengono anche offerti corsi di realizzazione di maschere secondo i dettami della tradizione antica. Venezia è anche questo: il fascino di saperi che resistono alla globalizzazione e delle arti che sbucano prepotentemente da ogni angolo in cui si volga lo sguardo…

Non conosco una parola che possa racchiudere tutta la bellezza di Palazzo Papadopoli. Nella residenza del XVI secolo è ospitato l’hotel Aman Venice, forse il più bell’hotel che vi capiterà mai di vedere al mondo. Sì, è davvero il caso di esagerare. Immaginate di fare la prima colazione in una sala completamente affrescata con Tiepolo e Paolo Veronese. Poi continuate a fantasticare la vostra camera: non ha il solito numero affisso sulla porta, perché siete ospiti e non numeri.

Pensate a un’antica sala da giochi con gli scacchi in legno e librerie che arrivano fino al soffitto. Camini grandi come un’automobile, sale ricoperte di specchi dalle cornici intarsiate, lampadari di Murano e la cucina superba degli chef Davide Oldani e Dario Ossola. Non è un caso che George Clooney e Amal abbiano scelto questo hotel per il loro memorabile ricevimento di nozze.

Hotel Palazzo Barbarigo, Canal Grande. Venezia 2017

A proposito di personaggi famosi di cui Venezia si riempie durante il Festival del Cinema e Biennale: chissà che non siate così fortunati da capitare all’Hotel Metropole, vicino Piazza San Marco, mentre Grace Jones ed Elton John duettano al pianoforte del bar fino a tarda notte. La cantante giamaicana è di casa in questo hotel di proprietà della famiglia Beggiato e si racconta che una sera si innamorò di uno dei ventagli orientali d’epoca della collezione esposta nell’albergo e fece smontare l’intera teca di cristallo per poterlo indossare in occasione di un evento di gala.

Ponte dell Accademia. Venezia 2017

La dolce vita veneziana riesce a coinvolgere in modo sorprendente chi vi prende parte. A momenti si ha l’impressione di trovarsi in un grande luna park del lusso o su un immenso set cinematografico hollywoodiano. E i ristoranti non sono da meno. La gastronomia veneziana è un caleidoscopio di sapori, con contrasti forti e tradizioni antichissime. Il mio ristorante preferito è Antiche Carampane, nell’omonima calle vicino al mercato del pesce di Rialto, garanzia di freschezza e qualità. Il baccalà mantecato è la punta di diamante di questa vecchia osteria, che fino agli anni ’80 serviva pasti per gli operai della zona, ma che negli anni si è trasformata in una delle mete più ambite dai veneziani e dai frequentatori più assidui della città.

Se siete in cerca di un ambiente elegante per una cena veloce o per una degustazione dei migliori vini locali, la scelta giusta è l’Osteria Enoteca San Marco, con piatti presentati a regola d’arte e una vasta scelta di rivisitazioni in chiave moderna di pietanze tradizionali. Se non ne avete ancora abbastanza, e siete sempre in cerca del locale più originale, la vera chicca è Estro, aperto tutto il giorno a pochi passi dalla splendida chiesa di San Pantalon. Tramezzini gourmet, ricercate bottiglie di vino e birra artigianale, solo prodotti organici e a chilometro zero: da Estro si trova una Venezia dinamica e un ambiente caldo e informale.

Il tono delle voci è più alto che altrove e le lampade di Murano che illuminano le pareti dell’enoteca sono pezzi di design realizzati da giovani artisti locali. Qui, come a Campo Santa Margherita dove i più giovani si ritrovano fino a tarda notte, Venezia diventa spigliata e gioiosa, lasciandosi conoscere per quella città in cui, in fin dei conti, andresti a vivere molto volentieri.

di Veronica Gabbuti

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